Due nuove scuole per l’infanzia sito di Galcetello, Comune di Prato.

L’intervento sembra generarsi da una piega del terreno tramutata poi in tetto giardino ed ha una forma apparentemente casuale. L'impianto garantisce: continuità con il resto delle aree che lo circondano, un’alta flessibilità in caso di ampliamento, la possibilità di avere diversi spazi esterni protetti in comunicazione diretta con l’interno e, soprattutto, un ambiente di vita che risponda ai bisogni di chi lo dovrà abitare. Il terreno si plasma al fine di divenire elemento generatore non solo degli spazi legati al parco, quali le aree gioco e le aree a giardino, ma anche di quelli dei parcheggi, della viabilità e delle strutture scolastiche.
Questo tipo di copertura migliora inoltre le condizioni di isolamento termico degli edifici, e contribuisce quindi a ridurre i consumi energetici e le emissioni di gas serra. In caso di pioggia intensa, questo tipo di copertura trattiene l’acqua in eccesso rilasciandola gradualmente e impedendo che venga convogliata direttamente nel sistema di drenaggio.
Si prevedono facciate continue con doppi vetri riflettenti che consentono un migliore controllo della fonte solare nelle varie ore della giornata. La presenza di vari lucernari attiva inoltre una ventilazione naturale che trova riscontro nei vari ambiti interni.
Tutti questi aspetti, insieme all’utilizzo di componenti e sistemi impiantistici in grado di promuovere il risparmio delle risorse, contribuiscono al funzionamento energetico ottimale dell’edificio.
Il progetto cerca di farsi portatore di una ricerca capace di rivendicare i valori sociali dell’architettura ed instaurare un ruolo attivo nell’azione di riqualificazione dell’ambito paesaggistico e urbanistico.
L’intervento è stato progettato adeguando la sua architettura alle caratteristiche del luogo: la latitudine, le condizioni ambientali, l’orografia del sito. Il progetto si relaziona con il luogo assumendo come forza ispiratrice le linee del territorio e della natura; l’architettura riprende forme e segni del paesaggio naturale reinterpretandoli nel linguaggio contemporaneo.

SPAZIO ARCHITETTONICO DIDATTICO
L’ingresso è il palmo della mano che accoglie e stringe calorosamente ogni suo nuovo ospite. Il polso è composto dagli uffici, dallo spazio genitori e da attività extrascolastiche.
Le sezioni sono le dita della mano oltre il tenar: pollice, indice, medio, anulare e mignolo, un gioco che insegna a conoscere l’aspetto della propria mano e stimolando l’apprendimento della forma animale, del concetto di evoluzione.
L’asilo risulta così leggibile come un gioco per l’apprendimento: la manipolazione, il tatto e la conoscenza, il linguaggio delle mani che rendono ogni loro linguaggio cosmopolita e universale, rendendolo un asilo multietnico.


Gruppo di progettazione: Arch. Antonino Maugeri, Arch. Giuseppe Treppiedi.

 

 

 

   
   
 
   
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