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Complesso edilizio per pubblici servizi, Comune di Mantova.
Il progetto per la costruzione di un complesso edilizio per pubblici servizi si erge come un segno molto riconoscibile nel paesaggio.
Un’architettura che si sviluppa in modo organico ramificandosi in vari nuclei di gestione del complesso edilizio, simile ad un sistema nervoso con vari centri di riproduzione; le costruzioni sono sopraelevate rispetto al suolo, con il proposito di salvaguardare la vegetazione e la vita animale nell’ambiente. L’orientamento, la forma e i materiali della costruzione sono stati determinati con riferimento al terreno, alla vegetazione esistente e ai principi bioclimatici su cui si fonda il progetto.
ILLUMINAZIONE NATURALE La poca profondità del corpo di fabbrica (con uffici di 4-5 m) permette di avere ottimi livelli di illuminazione naturale. La facciata “intelligente” svolge una funzione di filtro, la cui densità varia automaticamente in funzione della temperatura e della radiazione solare. Si è fatto largo uso delle simulazioni al computer, utilizzando i software Radiance e Superlite.
Concepito come una semplice integrazione della luce naturale, l’impianto di illuminazione artificiale tiene conto sia del risparmio energetico che del comfort visivo. Le pareti interne saranno dipinte di bianco per favorire la diffusione della luce, e il sistema di illuminazione indiretta di 200-250 lux è completato da una lampada su ogni postazione di lavoro.
ENERGIA E CONTROLLO CLIMATICO Le pareti piene sono isolate da un doppio strato di lana di roccia: 180 mm tra i montanti tra i montanti e ulteriori 50 mm sul lato esterno della struttura.
Si prevede un doppio involucro di vetro ventilato concepito per ottimizzare il guadagno solare passivo: lo strato più interno è un doppio vetro da 70 mm, seguito da 30 cm di intercapedine che lo separano dallo strato più esterno, costituito da un vetro singolo da 12 mm sostenuto da una leggera struttura di angolari in acciaio zincato. La ventilazione naturale dei locali interni è garantita da una fascia di pannelli vetrati apribili posti verso il basso, mentre per prevenire i fenomeni di surriscaldamento estivo un sistema a veneziane è collocato all’interno della “doppia pelle” di vetro.
L’acqua calda sanitaria è fornita da 180 mq di collettori solari posti in copertura, mentre 3000 mq di moduli fotovoltaici, montati su una struttura in alluminio in copertura e orientati opportunamente a sud., producono l’elettricità necessaria all’edificio.
Una quota del fabbisogno di elettricità è coperta da due turbine Seewind di 135 kw, con un rotore a tre a pale dal diametro di 22 m su una torre di 35 m. La turbina funziona quando la velocità del vento è tra 10 km/h e 90 Km/h; la produzione in eccedenza potrebbe essere venduta al gestore della rete nazionale, attraverso un collegamento con la rete di distribuzione.
L’acqua piovana viene raccolta in una cisterna ed è usata per l’irrigazione della dendroflora esistente.
Gruppo di progettazione: Arch. Giuseppe Treppiedi, arch. Nino Maugeri, Ing. Rossella Gentile
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