Insediamento turistico-residenziale in Sardegna
 
 
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“L’architettura tutta del complesso – si legge nella descrizione del progetto - dalla piccola scala delle residenze alla grande scala del complesso alberghiero è un insieme fatto di “frammenti” di costruito, solidi, storici, massivi, collegati tra di loro da ampie vetrate continue completamente apribili, rievocando a tratti un sistema di rovine archeologiche recuperate e rese fruibili. L’utilizzo del Resort durante tutto l’anno ha richiesto una progettazione attenta a garantire in stagioni diverse le stesse potenzialità espressive dello stare. Quello che di estate sarà uno spazio aperto con vista, d’inverno assicurerà le stesse sensazioni con l’uso di vetrate estremamente trasparenti (per l’assenza di montanti). Gli spazi cavernosi, perforati da piccoli e grandi lucernai, saranno d’inverno luoghi caldi e accoglienti, d’estate luoghi freschi al riparo dal sole.

Il nuovo insediamento residenziale prevede la reimpostazione di quanto ad oggi ereditato, nella lottizzazione prevista e in parte già realizzata, reinterpretando quanto il meraviglioso paesaggio in cui si insedia offre. Le linee di declivio del terreno, la vista sui campi, e oltre, la vista sul mare con l’antica Nora: l’insieme di questi suggestivi elementi naturali fa di questo luogo lontano dal caos cittadino un’oasi di silenzio ed esclusività. Ampie dorsali verdi che discendono dalla parte a monte si estendono sino ad arrivare ai campi da golf in un continuum natura - costruito che -lasciando parti di territorio e di vegetazione mediterranea intatte o potenziate sempre con l’uso esclusivo di essenze autoctone - individua ampi spazi comuni attraversati unicamente da percorsi pedonali; si potrà passeggiare, correre, incontrarsi. Questo nuovo insediamento nel complesso è da considerarsi a tutti gli effetti un nuovo modo di stare insieme per l’offerta diversificata che vi si trova insistente tutta contemporaneamente nella stessa area.

“Vorrei che tutti avessimo, verso la montagna, alle nostre spalle, un bosco di lecci, di mirti, sacro e profano nello stesso tempo. Vorrei che guardassimo il mare, il tramonto camminando sui tetti sinuosi delle nostre case. Simili per gentilezza, per innocenza, al corpo umano, a organismi scomparsi da millenni. Vorrei che la casa fosse un luogo protetto e aperto verso l’orizzonte, con il caldo del camino, perché - anche l’inverno la casa è una casa – e di giorno la forte luce della Sardegna immersa nel Mediterraneo sia filtrata ma non nasconda troppo i cieli alti, tersi, di un azzurro simile al colore dei ghiacciai. Ma non si tratta del freddo, anzi, di un caldo e di un tepore che ci prepara alla lunga stagione della luce che va oltre i confini del giorno. In altre parole vorrei che questo angolo di Sardegna fosse per il piacere dell’esistenza, la voglia di incontrare gli altri e quella di una felice solitudine. Una casa scomposta in frammenti di pietra. Camminare a piedi, lunghe passeggiate per andare dove pochi altri vanno, ma sicuramente per dividere il tempo insieme e le tracce di una civiltà antica e proiettata verso la visione del domani. Geografia e paesaggio sono l’essenza del progetto, l’architettura ne accompagnerà soltanto i suggerimenti.”

Progettisti: Massimiliano Fuksas e Doriana Mandrelli.
Collaboratori:
Roberto Laurenti Adele Savino Massimo Mantoan Nicola Cabiati Stefano Iacopini Raquel Arauco Jona Cacace Sabine Muth Gerhard Wohlrab Valeria Carvelli Giulio Gualtieri Edyta Skowron Marilù Mangor Giuseppe Treppiedi

 

 

 

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