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Progetto fotografico "Promontorio di Pizzo Sella di Palermo"
La cultura dell’industrializzazione ha prodotto un patrimonio edilizio fondato su modelli energetici dissipativi, come conseguenza della diffusione di tecnologie artificiali di climatizzazione degli ambienti.
L’incondizionata fiducia nelle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e l’illusione di disponibilità infinita di energia a basso costo fece sembrare questi impianti più convenienti delle tradizionali tecnologie edilizie legate ai principi di sfruttamento naturale delle risorse e del clima, svincolando integralmente l’aspetto formale e morfologico delle costruzioni dalle caratteristiche del contesto in cui si trovano.
Le case costruite tra il 1978 ed il 1983 sul promontorio di Pizzo Sella a Palermo, si collocano all’interno dell’ecosistema ambientale con comportamenti paragonabili a quelli di macchine che consumano molta energia per il loro sostentamento e producono scarti, causando perturbazioni gravi alle condizioni di vita esterne dando un’immagine alla città di profondo degrado e inquinamento ambientale.
Queste sono, di fatto, le motivazioni che portano alla scelta di investigare su quelle aeree urbane che hanno subito irreparabili processi di degrado ed abbandono che rivisitate sarebbero ad alto potenziale turistico.
Giuseppe Treppiedi
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