L’intervento è costituito
da un corpo di fabbrica, realizzato attorno il territorio
lottizzato abusivamente con una configurazione geometrica
dell’involucro tesa a privilegiare la protezione dall’eccessivo
surriscaldamento estivo che caratterizza questa latitudine
geografica, piuttosto che la captazione solare di un inverno
breve e comunque mite.
L’articolazione delle forme con pareti frammentate,
concepite secondo il linguaggio della decostruzione, offrono
una maggiore resistenza alla penetrazione diretta dei raggi
solari.
La conformazione planimetrica genera una sorte di U aperta
verso il paesaggio, stabilendo un integrazione efficace fra
spazi chiusi e ambiti esterni.
L’involucro è costituito superiormente da una
copertura di tetti verdi, a prato o piantumati. L’evaporazione
dell’acqua trattenuta da piante e terreno aumenta l’umidità
dell’aria, raffrescandola e abbassando il livello delle
polveri sospese. Questo tipo di coperture migliora inoltre
le condizioni di isolamento termico degli edifici, e contribuisce
quindi a ridurre i consumi energetici e le emissioni di gas
serra. In caso di pioggia intensa, questo tipo di copertura
trattiene l’acqua in eccesso rilasciandola gradualmente
e impedendo che venga convogliata direttamente nel sistema
di drenaggio.
Si prevedono facciate continue con doppi vetri riflettenti
che consentono un migliore controllo della fonte solare nelle
varie ore della giornata. La presenza di vari lucernari attiva
inoltre una ventilazione naturale che trova riscontro nei
vari ambiti interni.
Tutti questi aspetti, insieme all’utilizzo di componenti
e sistemi impiantistici in grado di promuovere il risparmio
delle risorse, contribuiscono al funzionamento energetico
ottimale dell’edificio.
Il progetto cerca di farsi portatore di una ricerca capace
di rivendicare i valori sociali dell’architettura ed
instaurare un ruolo attivo nell’azione di riqualificazione
dell’ambito paesaggistico e urbanistico. La ricerca
di un rinnovato rapporto costitutivo con il paesaggio sta
alla base delle riflessioni progettuali che hanno guidato
la concezione del Centro Servizi, inteso come luogo di nuova
aggregazione urbana in grado di conferire qualità alla
disseminazione, alla frammentazione e al consumo del territorio
e del paesaggio urbano circostante. Gli spazi funzionali sono
caratterizzati da una flessibilità d’uso dell’edificio:
oltre agli ambienti destinati al Resort Hotel sono stati progettati
un auditorium e una sala espositiva che ha la possibilità
di aprirsi verso lo spazio esterno, una caffetteria, un ristorante,
un maneggio mentre sul versante ovest sono stati pensati gli
spazi più privati come residenze, locali tecnici, uffici
foresteria, sorveglianza.
L’intervento è stato progettato adeguando la
sua architettura alle caratteristiche del luogo: la latitudine,
le condizioni ambientali, l’orografia del sito. Il progetto
si relaziona con il luogo assumendo come forza ispiratrice
le linee del territorio e della natura; l’architettura
riprende forme e segni del paesaggio naturale reinterpretandoli
nel linguaggio contemporaneo.
Progettista: Giuseppe Treppiedi
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